Marvel: The Legendary Collection è una collana a cadenza quindicinale edita da Hachette. La collana, che si comporrà in totale di 100 numeri, include alcuni dei più grandi crossover della storia della Marvel, oltre ovviamente a storie dedicate agli amati personaggi. Per ogni informazione sulla raccolta o abbonarvi alle uscite, trovate tutti i link in fondo all’articolo.
Pubblicato nel 2011, Fear Itself (tradotto in Italia come Fear Itself: Il Potere della Paura) rappresenta uno dei crossover più ambiziosi e, al contempo, divisivi della storia moderna della Marvel Comics. Orchestrata dallo scrittore Matt Fraction e disegnata da Stuart Immonen, la miniserie principale si articola in sette numeri con l’obiettivo di esplorare una delle emozioni umane più primordiali e paralizzanti: la paura. L’opera si colloca in un contesto storico editoriale delicato, l’era “Heroic Age”, nata per riportare la speranza nell’Universo Marvel dopo le oscurità di Civil War, Secret Invasion e Dark Reign.
La trama affonda le radici nel passato recondito di Asgard. Il Teschio Rosso aveva scoperto durante il secondo conflitto mondiale un manufatto legato a una divinità asgardiana dimenticata, ma non era mai riuscito a evocarne il potere. Decenni dopo, sua figlia Sinthea Schmidt, guidata da un fanatismo neonazista e occultista, ritrova il martello di Skadi nelle profondità dell’Antartide. Sollevando l’arma, Sin si trasforma nell’araldo del Serpente, il dio asgardiano della paura nonché fratello segreto e rinnegato di Odino, imprigionato per millenni nei fondali oceanici della Terra.
Il risveglio del Serpente scatena il panico globale. La divinità evoca sulla Terra altri sette martelli mistici che cadono in vari punti del pianeta, corrompendo sia eroi che supercriminali (tra cui l’Incredibile Hulk, il Fenomeno, l’Esecutore e la Cosa), trasformandoli nei “Degni” (The Worthy), distruttori apocalittici privi di volontà propria. Di fronte a questa minaccia esistenziale, Odino prende una decisione drastica: abbandonare la Terra al suo destino e isolare Asgard per radere al suolo il pianeta e contenere il fratello. Gli Avengers si ritrovano così drammaticamente soli, privati del supporto divino e costretti ad affrontare un’ondata di terrore collettivo che alimenta e potenzia il Serpente a ogni secondo che passa.
Il fulcro concettuale di Fear Itself risiede nel tentativo di Fraction di utilizzare la figura del Serpente come metafora delle ansie socio-politiche dell’America contemporanea. Nel 2011, il mondo reale era ancora scosso dagli strascichi della crisi economica del 2008, dalla paranoia dell’11 settembre e da una crescente polarizzazione sociale. Il fumetto cerca di riflettere questa vulnerabilità: il Serpente non vince i suoi avversari tramite la mera forza bruta, ma prosciugando la loro speranza.
Questa intuizione finisce purtroppo per disperdersi parzialmente nel corso della narrazione. Fraction gestisce bene la tensione psicologica iniziale, mostrando un Tony Stark costretto a sacrificare la propria sobrietà intellettuale ed emotiva pur di chiedere aiuto agli dèi, o una Vedova Nera impotente di fronte alle rivolte civili. Tuttavia, la componente metaforica viene progressivamente cannibalizzata dalle necessità commerciali del mega-evento, che richiede battaglie su scala planetaria ed esplosioni a discapito dell’approfondimento psicologico.
Un altro limite importante di Fear Itself risiede nella sua stessa natura di evento editoriale espanso. La miniserie portante soffre di un ritmo fortemente accelerato nella seconda metà. Molte delle sottotrame cruciali, come la gestione della crisi globale da parte dei vari team di supereroi o l’evoluzione psicologica dei Degni, vengono delegate alle serie regolari collaterali, come quelle di Iron Man, Thor o Avengers. Lo so bene: lessi Fear Itself a suo tempo, insieme ad alcune testate dedicate ai singoli personaggi, e certi passaggi chiave non trovavano spazio nell’evento principale.
La risoluzione della vicenda cammina su binari fin troppo classici del genere supereroistico: il sacrificio eroico, la reliquia mistica risolutiva e il ritorno allo status quo originario. Morti e idee importanti, che però perdono di efficacia se si considera quanto rapidamente l’universo Marvel tenda a resettare tali eventi negli anni successivi.
Ecco la sinossi del volume #87:
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