Marvel: The Legendary Collection è una collana a cadenza quindicinale edita da Hachette. La collana, che si comporrà in totale di 100 numeri, include alcuni dei più grandi crossover della storia della Marvel, oltre ovviamente a storie dedicate agli amati personaggi. Per ogni informazione sulla raccolta o abbonarvi alle uscite, trovate tutti i link in fondo all’articolo.
Nel 1994 la Marvel Comics pubblicò una miniserie di quattro numeri destinata a cambiare per sempre la percezione del proprio universo narrativo: Marvels, scritta da Kurt Busiek e dipinta con uno stile straordinario da un giovanissimo Alex Ross.
L’intuizione alla base dell’opera, nata da un’idea originale di Ross poi sviluppata e sceneggiata con maestria da Busiek, è tanto semplice quanto geniale: raccontare la nascita e l’evoluzione dei supereroi non dal punto di vista degli dèi che combattono nei cieli, ma da quello degli esseri umani che guardano verso l’alto dalla strada. Per concretizzare questo ribaltamento di prospettiva, gli autori creano il personaggio di Phil Sheldon, un fotoreporter della New York post-Depressione. Attraverso il suo obiettivo fotografico e la sua parabola esistenziale, il lettore assiste ai primi quarant’anni della storia editoriale Marvel, coprendo un arco temporale che va dal 1939 al 1973.
Il primo capitolo si apre con la nascita della Torcia Umana originale, l’androide creato dallo scienziato Phineas Horton. Per gli abitanti di New York, l’apparizione di un uomo sintotico che prende fuoco spontaneamente non è l’inizio di un’era di meraviglia, ma un incubo tecnologico che genera terrore ed esitazione. Phil Sheldon assiste a questo evento da giovane cronista, rimanendo colto da uno sbigottimento che condizionerà l’intera sua vita. Poco dopo fanno la loro comparsa Namor il Sub-Mariner, principe dei mari guidato da un feroce odio per la superficie, e Captain America, il simbolo della speranza durante la Seconda Guerra Mondiale. Busiek descrive con acutezza il passaggio sociologico dal timore iniziale alla fascinazione pubblica: queste creature straordinarie smettono di essere percepite come mostri per diventare le “Meraviglie”, icone di un mondo che sta cambiando irrimediabilmente.
Proseguendo nella narrazione, la storia si addentra negli anni Sessanta, l’epoca d’oro in cui Stan Lee e Jack Kirby modellarono le fondamenta dell’universo Marvel moderno. Qui Marvels affronta una delle sue tematiche filosofiche più profonde: l’ipocrisia della natura umana di fronte alla diversità. Mentre i Fantastici Quattro vengono acclamati come celebrità e icone del progresso scientifico, i Mutanti, guidati dagli X-Men, vengono perseguitati e odiati. Sheldon cerca di comprendere questo doppio standard morale, documentando l’isteria collettiva della gente comune che devasta le strade spinta dalla paura dell’ignoto. La fobia della popolazione verso il “diverso” rivela come la meraviglia possa facilmente trasformarsi in paranoia quando la presenza del sovrannaturale minaccia lo status quo dell’umanità ordinaria.
Il culmine emotivo e narrativo della miniserie si raggiunge con l’adattamento della celebre Saga di Galactus. Busiek e Ross riescono a restituire alla minaccia del Devastatore di Mondi la sua drammatica dimensione cosmica e teologica. Nel fumetto tradizionale, il lettore segue le mosse tattiche dei Fantastici Quattro; in Marvels, la prospettiva rimane ancorata a terra, tra la gente che attende la fine del mondo sul tetto dei palazzi.
Non andremo oltre: ci sono alcune storie davvero spettacolari in Marvels, che meritano di essere lasciate allo stupore del lettore.
Da un punto di vista pittorico e visivo, l’apporto di Alex Ross è semplicemente bellissimo. Utilizzando modelli dal vivo e riferimenti fotografici meticolosi, Ross dipinge ogni singola vignetta ad olio e gouache, donando un peso materiale, un realismo e una consistenza tattile mai visti prima sulle pagine di un albo mensile. La scrittura di Kurt Busiek completa perfettamente questo lavoro visivo, evitando la trappola del semplice effetto nostalgia. Il personaggio di Phil Sheldon non è un eroe, ma un testimone della storia la cui vita personale – il rapporto con la moglie, la crescita delle figlie, le paure quotidiane – riflette le mutazioni culturali dell’America del Novecento. Attraverso questo stratagemma narrativo, Marvels si configura come un grandioso atto d’amore verso la mitologia del fumetto.
Ecco la sinossi del volume #94:
In Marvels, la storia classica dei fumetti viene reinterpretata da due giganti del settore: Kurt Busiek e Alex Ross. Finora avete assistito alle straordinarie avventure dell’Universo Marvel attraverso gli occhi degli eroi… Preparatevi ora a guardare il mondo cambiare in tempo reale, seguendo le orme del fotoreporter Phil Sheldon! Viaggiate attraverso i decenni, mentre comuni cittadini e cittadine si apprestano a conoscere da vicino le schiaccianti vittorie (e le sconfitte più brucianti) dei loro protettori! Centinaia dei momenti più monumentali della Marvel, riuniti in uno dei fumetti più sensazionali mai realizzati.

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Il volume è stato inviato da Hachette alla nostra redazione.
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